logo Dimora Artica




exhibitions  •  editions  •  info
                                        
                                                                        

ZEUGMA

zeugma


zeugma


zeugma


zeugma


“ZÈUGMA”
parlare e lagrimar vedrai insieme
Progetto a cura di Patrizia Emma Scialpi /// Testo di Valeria Raho

Nico Angiuli / The Cool Couple
Stefano Urkuma De Santis / Martino Nencioni

Inaugurazione: martedì 10 febbraio ore 18.30

Apertura mostra: dal 10 al 21 febbraio 2015 (su appuntamento)

Luogo: DIMORA ARTICA, via Matteo Maria Boiardo 11 – Milano (MM1 Turro)


In occasione del Festival Studi, Dimora Artica presenta un progetto dell’artista Patrizia Emma Scialpi: Zèugma, rassegna a cadenza irregolare che accoglie al suo interno opere sonore e video presentate simultaneamente. Svincolata da uno spazio fisico prestabilito, questa rassegna ha una natura fluida, versatile e dal carattere progettuale: in questa prima tappa i video dell’artista Nico Angiuli e del collettivo The Cool Couple si intrecceranno con i suoni delle composizioni di Martino Nencioni e Stefano “Urkuma” De Sanctis. Le opere, concepite e realizzate da ogni artista per vivere in maniera indipendente, saranno messe nella condizione di intersecarsi e dialogare generando nuove e inaspettate modalità di lettura.

Dal 10 al 21 febbraio 2015 Zèugma sarà presentato presso Dimora Artica in via Boiardo 11 (M1 Turro).




Sound the visions
Vedere con le orecchie
di Valeria Raho

L’accesso alla visione non è mai immediato. Vuol dire muoversi in un territorio fatto di sfioramenti laterali, tangenze, legami; intraprendere un’inversione di rotta rispetto la “videocrazia” imperante, che si condensa in formule linguistiche d’uso corrente come “l’ho visto con i miei occhi”, espressione della fede incrollabile che nutriamo verso certe facoltà fisiche piuttosto che in altre. In questo senso Zèugma è un campo di osservazione di prim’ordine: facendo proprio un procedimento letterario, questo progetto ideato da Patrizia Emma Scialpi che lega sound e video art, rimescola le carte in gioco e ci ricorda che la visione è uno spazio d’interazione suggestionato, popolato da link, accavallamenti, relazioni che si completano nell’esperienza. Proprio come la celeberrima figura retorica dantesca, lo “zeugma” che incrocia negli spazi di Dimora Artica le opere video di Nico Angiuli e The Cool Couple con le tracce di Martino Nencioni e Stefano “Urkuma” De Santis, ci invita ad utilizzare modalità  che sovvertono le liturgie di fruizione allargando la gamma delle infinite possibilità espressive che si celano nella coabitazione temporanea di uno spazio, nella co-azione di tre artisti e di un collettivo che definisce quel presente.
Per far questo Zèugma crea posizionamenti ma li mantiene flessibili, dando vita per l’occasione ad una sorta di opera ambientale “irregolare”, un live media in cui l’interazione tra le opere conferisce le une alle altre un’aura diversa, senza tuttavia crearne un dogma. In questo esordio, che viene presentato nell’ambito del festival Studi, trasforma con minimi interventi installativi un luogo espositivo in uno spazio dal sapore domestico, dunque tutt’altro che asettico, dove opere audio e video, ragionati inizialmente in maniera del tutto autonoma dai loro autori, si trovano connessi nell’ambiente. Ciò significa che è necessario aggirarsi nello spazio, attraversarlo lasciandosi suggestionare da quella certa melodia, dall’accavallamento di voce ad un’immagine muta, da una sequenza di parole che sembra camminare all’unisono con un campionamento, per misurarsi con un piano di osservazione nuovo, in cui lo straniamento generato dal remix audio-video è attivo tanto sull’immagine di partenza quanto sul suono.
Zèugma ci fa misurare con l’incertezza, con l’errore che l’interazione può innescare, con un’idea di caos proprio dell’ambiente urbano più che degli spazi espositivi. Al paesaggio bidimensionale del video unisce gli spazi uditivi non retinici del suono, che è un perfetto territorio di colonizzazione dell’idea. Zèugma è il metodo che Scialpi ha trovato per atterrare sulle realtà plasmate da altri artisti visivi per restituirle e condividerle, creando nuovi territori di incontro che rifuggono dalle logiche di settore. È una fuga in avanti, un ragionamento ex post che ci permette di “vedere con le orecchie”, legando scambievolmente, l’immanenza di “Recumaeterna” di Urkuma ai battiti di ciglia sul Vajont che si susseguono in “The third chimpazee”, la trilogia firmata da The Cool Couple; la matericità di “Stones” campionata da Nencioni alla dinamite di “Adieu” di Angiuli, coi suoi tentativi di cancellazione delle montagne. In Zèugma, ogni traccia è un accumulo: basta vedere gli artwork ad opera di Camera Fuego di Viviana Cangialosi che, rielaborando due differenti still da video delle opere in mostra, li intreccia coi grafici audio rielaborati da Roberto Vitalini, riproducendo ora la distanza che separa la Svizzera detonata dal mare, ora la forza distruttiva dell’acqua, come accade nel tondo “4 minuti. Il rumore, il vento”. Un numero che torna spesso in questo progetto artistico. Il numero che fa lo Zèugma.