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CLARA BONFIGLIO ◌ RITRATTI

Clara Bonfiglio - Ritratti















































Clara Bonfiglio – Ritratti

A cura di Andrea Lacarpia

Inaugurazione: sabato 28 ottobre ore 18.30

Apertura mostra: dal 28 ottobre al 18 novembre 2017 su appuntamento

Luogo: DIMORA ARTICA, via Matteo Maria Boiardo 11 – Milano (MM1 Turro)

Dimora Artica presenta Ritratti, mostra personale di Clara Bonfiglio a cura di Andrea Lacarpia, realizzata in stretta collaborazione con Galleria Arrivada.

A Dimora Artica Clara Bonfiglio presenta per la prima volta una serie di ritratti in cui la tradizionale rappresentazione dei tratti caratteristici del volto, finalizzata a rendere la somiglianza, è sostituita da una breve sequenza numerica: la data di nascita della persona ritratta, ricamata su tessuto.

Il processo di astrazione che accompagna la ricerca di Clara Bonfiglio è strutturato in modo da mettere alla prova l’arbitrarietà del rapporto tra significato e significante che connota il linguaggio ordinario, riportandolo ad una dimensione puramente estetica. La saturazione di segni che complica una cultura secolarizzata come quella occidentale lascia poco spazio alla semplice percezione delle forme, delle linee e dei colori, in cui la mente riposa senza doverne trarre un messaggio ulteriore. Semplificando ed isolando dal contesto e dalla funzionalità gli elementi linguistici che ci circondano, Clara Bonfiglio ne alleggerisce la stratificazione semantica, trasferendoli in una dimensione gioiosa ed eterea, senza gravità. La costante presenza della forma circolare ed in genere delle linee curve attiva il gesto svolto dallo sguardo dell’osservatore che, come confermato dalle neuroscienze, nella sua dinamicità determina la ricostruzione della forma che si attua nella mente. Le opere di Clara Bonfiglio si pongono come bolle di sapone, forme temporanee in cui il modello sferico si ripete sempre diverso, in innumerevoli colori e dimensioni a seconda del caso che il gioco della vita predispone. La dialettica tra controllo e casualità è infatti un altro degli elementi distintivi della ricerca di Clara Bonfiglio che, attraverso le infinite variazioni del modulo proprie dell’ornato e delle arti grafiche mostra la condizione umana tesa tra identità di gruppo e personalità individuale. Le bolle di sapone, evocate dal titolo di opere precedenti in cui scritte circolari si mimetizzano all’interno di mirini intagliati nel legno o ricamati su stoffa, ora esplicitano la loro relazione con l’uomo trasformandosi nei ritratti riuniti nell’installazione pensata per lo spazio di Dimora Artica.

Nei ritratti di Clara Bonfiglio la tradizionale rappresentazione dei tratti caratteristici del volto, finalizzata a rendere la somiglianza, è sostituita da una breve sequenza numerica: la data di nascita della persona ritratta, ricamata su tessuto. Il ricamo, tecnica in cui la ripetizione meccanica del gesto annulla l’espressività individuale a favore del nitore grafico, è realizzato da Clara Bonfiglio utilizzando colore e carattere tipografico scelti dal soggetto. Il font, individuato tra quelli tipici del decennio di nascita, e il colore, scelto nel campionario di fili per ricamo, vanno quindi a caratterizzare ogni ritratto con la personale sensibilità del soggetto. Da mera registrazione meccanica di un numero che per convenzione riporta ad una certa misurazione temporale, l’anno di nascita si mostra nella sua connotazione estetica, in cui le linee si mostrano più o meno sinuose, spigolose o morbide a seconda del font tipografico scelto, e i colori variano in un’ampia gamma di sfumature, attivando una risposta emotiva nel fruitore come di fronte ad un volto. Il numero si trasforma in forma che apre al godimento estetico e alla dimensione affettiva, un’immagine in cui l’individualità ritratta si rispecchia. Il numero diviene figura con un proprio carattere, una propria natura individuale irripetibile. I ritratti che compongono l’installazione sono liberamente disposti nello spazio espositivo dagli stessi soggetti, nei punti che preferiscono, andando a formare un’imprevedibile costellazione, un sistema di relazioni che ricalca il funzionamento della vita sociale nella sua forma più spontanea, fatta di simpatie ed affinità tra caratteri diversi. Allontanandosi dai cliché dell’arte come espressione pulsionale o denuncia sociale, Clara Bonfiglio indaga la realtà e ne restituisce i tratti essenziali che la costituiscono a monte delle sovrastrutture linguistiche. Nell’installazione Ritratti, la relazione tra le diverse individualità costituisce una rete in cui le diversità creano armonia, una polifonia che introduce una visione positiva per la dimensione sociale contemporanea.


Clara Bonfiglio - Ritratti
 
The process of abstraction that accompanies Clara Bonfiglio's research is structured in a way that tests the arbitrariness of the relationship between meaning and signifier that characterizes ordinary language, taking it into a purely aesthetic dimension. The saturation of signs that complicates a secularized culture like the Western one leaves little space for the simple perception of form, of lines and colors, in which the mind reposes without dragging along an ulterior message. Simplifying and isolating the linguistic elements that surround us from context and functionality, Clara Bonfiglio lightens the semantic stratification, transferring them into a joyful and eternal dimension, without gravity. The constant presence of the circular form, and of curved lines in general, activates the motion of the observer's eye. As confirmed by neuroscience, this dynamism determines the reconstruction of the form as it is created in the mind.  Clara Bonfiglio's works propose themselves as soap bubbles, temporary forms in which the sphere constantly repeats itself differently, in countless colors and dimensions, according to the chances that the game of life presents. The dialectic between control and chance is another of the distinctive elements of Clara Bonfiglio's work, which, through the infinite variations of the actual form of the ornamental design and graphic art, displays the human condition, caught between group identity and individual personality. The soap bubbles, evoked by the title of previous works in which circular writing was camouflaged within viewfinders carved in wood or embroidered on fabric, now express their relationship with humankind, transforming themselves into portraits, in the installation designed for the Dimora Artica space.

In Clara Bonfiglio's portraits the traditional representation of facial characteristics, which aims to potray resemblance, is replaced by a brief numerical sequence: the birthdate of the person portrayed, embroidered on fabric. The embroidery, a technique in which the mechanical repetition of gestures cancels out individual expressivity in favor of graphical clarity, is realized by Clara Bonfiglio in a color and font chosen by the subject. The font, chosen from those typical of the birth decade, and the color, selected from samples of embroidery thread, therefore characterize each portrait with the personal sensibilities of the subject.  By the simple registration of a number that by convention relates to a certain temporal measurement, the year of birth is displayed in its aesthetic connotations, in which the lines are more or less sinuous, angular or soft according to the font chosen, and the colors vary in a wide range of shades, activating an emotional response in the viewer as if they were in front of a face. The number is transformed into a form that opens up an aesthetic enjoyment and an emotional dimension, an image which mirrors the individuality portrayed. The number becomes a figure with its own character, its own individual, unrepeatable nature. The portraits that make up the installation are freely arranged in the exhibition space by the subjects themselves, in the positions they prefer, forming an unforeseeable constellation, a system of relationships that retraces the operation of social life in its most spontaneous form, made up of harmony and affinity between different characters. Moving away from the cliché of art as impulsive expression or social denunciation, Clara Bonfiglio investigates reality and restores the essential traits it is made of, before the linguistic superstructures. In the installation Ritratti, the relationships between the diverse individualities make up a network in which diversity creates harmony, a polyphony that introduces a positive vision for the contemporary social dimension.

Andrea Lacarpia