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PAULO ARRAIANO SENSORIAL DIVINITIES
Curated by Dimora Artica . Text by Catarina Vaz . Photo by Cesare Lopopolo

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

Paulo Arraiano, Sensorial Divinities, 2019, Dimora Artica (photo Cesare Lopopolo)

please scroll down for the English version

 

PAULO ARRAIANO – SENSORIAL DIVINITIES
A cura di Dimora Artica
Testo di Catarina Vaz


Inaugurazione: mercoledì 19 giugno ore 18.30

Apertura mostra: dal 19 giugno al 4 settembre 2019

Sabato, domenica, lunedì h 16.00 – 20.00, altri giorni su appuntamento

Nel mese di agosto solo su appuntamento

Luogo: DIMORA ARTICA, via Dolomiti 11 – Milano (MM1 Turro)

 

Dimora Artica presenta Sensorial Divinities, mostra personale di Paulo Arraiano (Portogallo, 1977 – basato a Lisbona) con un testo di Catarina Vaz. Il progetto pone riflessioni sugli attuali cambiamenti nella percezione del mondo, alludendo ad una nuova spiritualità che unisce natura e tecnologia.

 

I paradossi dell’atto creativo derivano da una condizione d’irrequietezza. Il corpo, la mente e lo spirito partecipano al conflitto di spazio e tempo. Partendo da questi presupposti, il lavoro di Paulo Arraiano esprime complesse riflessioni sull’essere cittadini nel XXI secolo.

Attraverso un'estetica ecologica e minimale, Arraiano mostra una possibile mediazione tra paradossi che a prima vista sembrano incompatibili. Pulito e preciso, il lavoro dell'artista mostra un’apparenza di pace e ordine che nasconde la dicotomia tra istinto selvatico e lucida levigatezza.

Punto di partenza è la selezione d’immagini digitali, trovate grazie all'accesso gratuito alle informazioni online, scelte tra quelle acquisite con strumenti tecnologici avanzati (come i satelliti e i dispositivi NASA). Nonostante la natura tecnologica, il contenuto delle immagini è la natura stessa, in scala da micro a macro.

Cosa è intrinsecamente umano e fino a dove può sopravvivere l'umanità tecnologica? C'è qualche grado di coscienza nella macchina? Paulo Arraiano esplora la naturale fluidità della vita nell'austerità visiva dei media tecnologici.

Attualmente l'artista osserva uno spostamento di paradigma nella natura umana, emotiva, sessuale e spirituale, soppressa da un'intellettualizzazione remota e mobile. Siamo legati agli sconosciuti occhi di Dio che registrano la nostra vita digitale sul cloud. Se da un lato i nostri corpi sono diventati mediatori del controllo a distanza (monitorati ma anche monitor), dall'altro siamo ancora fatti della più pura essenza dell'universo.

Con Sensorial Divinities, Arraiano esplora esattamente questo - la nostra esistenza e la nostra fonte vitale. Potrebbe essere che stiamo raggiungendo un punto di non presenza in cui la nostra vita iperconnessa potrebbe presto dipendere da un'alimentazione priva di glutine, lattosio, zuccheri o proteine animali? Quando si pensa agli effetti dell’antropocene - l'estinzione, il possibile spostamento dell'umanità in aree del mondo prima non abitate - ci si deve chiedere in che modo i cambiamenti influiscano sull'ambiente e in che modo l'ambiente influisce sull’umanità stessa.

L'artista gioca nel campo tra realtà e dimensione digitale per archiviare ciò che è esistito e ciò che potrebbe esistere, dando origine a una visione distopica del post-umanesimo o del transumanesimo. Inoltre, Arraiano s’interroga sul significato di ciò che è sensoriale oggi e su come i nostri sensi sono attivati, poiché dobbiamo assumere che il modo in cui comunichiamo si sia spostato verso un paradigma visivo per il quale la nostra connessione con la natura è mediata dalle immagini. In Carbon Footprint, Paulo Arraiano dà forma al flusso, eterea registrazione che sembra realizzata da una macchina spirituale, vista a volo d'uccello su un territorio desolato, un tempo modellato da una forza vitale. I ricordi fossilizzati dell'umanità sono inghiottiti da forme acquatiche sensoriali e accattivanti, che possono essere contenitori del già citato siero della vita. Il liquido fluisce alimentando l'ecosistema.

Il lavoro che dà il titolo alla mostra, Sensorial Divinities, funziona come un apparato per una nuova spiritualità. Durante i cinque minuti di video le immagini relative alla natura e alla tecnologia si fondono, mentre una voce recita ciò cha assomiglia alla formazione di un nuovo paradigma: "Trasformando la società e la realtà come la conosciamo nel momento presente, siamo spettatori di un preciso momento in cui la finzione .. la magia sta diventando realtà. L'arrivo dell'internet degli oggetti ... "

Dovremmo dire “Amen”? O forse 🙏?

Stiamo creando l'immortalità digitale o potremmo diventare immortali digitalmente in un Google cloud per anime?

Catarina Vaz


P.S .: Questo testo è stato scritto su Google Docs. Possa rimanere per sempre accessibile per la nostra IA. 🙌



 

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PAOLO ARRAIANO – SENSORIAL DIVINITIES
Curated by Dimora Artica
Text by Catarina Vaz


Opening: June 19th at 6:30pm

Exhibition will be open: from June 19th to September 4th 2019

Saturday, Sunday, Monday 4.00 pm - 8.00 pm, other days by appointment. In August by appointment only

Location: DIMORA ARTICA, via Dolomiti 11 – Milano (MM1 Turro)


Dimora Artica presents Sensorial Divinities, a solo show by Paulo Arraiano (Portugal, 1977 – based in Lisbon) with a text by Catarina Vaz. The project reflects on the current changes in the perception of the world, alluding to a new spirituality that unites nature and technology.

 

The paradoxical act of creation comes from a place of restlessness. The body, the mind, and the spirit inhabiting the conflict of time and space. Paulo Arraiano’s work embodies some of the most uneasy questions of what it means to be a citizen in the 21st century.

Through an ecological and minimal aesthetic, Arraiano shows a mediation between paradoxes, that at a first glance wouldn’t coexist. The artist’s clean and precise work shows an apparent peace and order, which hides the dichotomy of the savageness and what is highly polished.

The choice of digital found imagery, captured with advanced technological tools (such as satellites and NASA devices), emerges as a base of the free access to information online.

However, the lingering content of the images is nature, scaling from micro to macro.

What is intrinsically human and how far can the technological humanity survive? Is there any degree of consciousness in the machine? The natural fluidity of life has been extensively explored by Paulo Arraiano, under the visual austerity of technological media.

At this time the artist observes a shift on the paradigm of the emotional, sexual and spiritual human nature, which is being suppressed by a remote and mobile intellectualization. We are bound by the unknown eyes of God that records our digital life on a cloud. If on the one hand, our bodies are now remote mediators of control (monitored and also monitors), on the other, we are still made of the purest essence of the universe.

On Sensorial Divinities , Arraiano explores exactly that - our existence and our source as water.

Could it be that we are reaching a point of non-presence in which our hyperconnected life may soon depend on gluten-free, lactose-free, sugar-free, animal-free tube saline feeding? When thinking about the Anthropocene effects - extinction, possible humanity relocation to never before habitable areas of the world - one must wonder how does change affect the environment and how does the environment affect human essence.

The artist plays on the field between reality and the digital as a means to archive what once was and may not be, resulting in a dystopian view of post-humanism or trans-humanism. Moreover, Arraiano questions what is sensorial today and how are our senses activated, as we must assume that how we communicate has shifted into a visual paradigm, hence our connection to nature is being mediated by images. In Carbon Footprint Paulo Arraiano, shapes the flowy, almost etheric record of a spiritual machine, bird’s eye view, of bare land, which once was modeled by a life force. Fossilized memories of humanity are engulfed by sensory and watery appealing shapes, which may be containers of the aforementioned serum of life. The liquid is in a state of flow that feeds the shown ecosystem of possibilities.

The work that gives the title to this exhibition Sensorial Divinities , functions as an apparatus for a new spirituality. During five minutes images of nature and technology are merging, while a voice recites what unconsciously resembles a pre-paradigm change mass - “Transforming society and reality as we know it in the present moment, we are spectators of a precise moment where fiction… magic are becoming science facts. The arrival of the internet of things…”

Should we say ‘Amen’? Or perhaps ‘ 🙏’?

Are we creating digital immortality or could we become digitally immortal in a Google cloud of souls?

 

Catarina Vaz

 

 

P.S.: This text was written on Google Docs. May it remain forever accessible for our AI. 🙌