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HOLOMOVEMENT
Mattia Barbieri, bn+ BRINANOVARA, Tania Fiaccadori, Valentina Furian, Kamilia Kard, Stefano Perrone, Andrea Samory.
A cura di Dimora Artica

Holomovement - Dimora Artica


Holomovement - Dimora Artica


Holomovement - Dimora Artica


Holomovement - Dimora Artica


Holomovement - Dimora Artica


Holomovement - Dimora Artica


Holomovement - Dimora Artica


Holomovement - Dimora Artica


Holomovement - Dimora Artica


Holomovement - Dimora Artica


Holomovement - Dimora Artica. bn+ BRINANOVARA
bn+ BRINANOVARA


Holomovement - Dimora Artica. bn+ BRINANOVARA
bn+ BRINANOVARA


Holomovement - Dimora Artica. bn+ BRINANOVARA
bn+ BRINANOVARA


Holomovement - Dimora Artica. Mattia Barbieri
Mattia Barbieri


Holomovement - Dimora Artica. Mattia Barbieri
Mattia Barbieri


Holomovement - Dimora Artica. Mattia Barbieri
Mattia Barbieri


Holomovement - Dimora Artica. Mattia Barbieri
Mattia Barbieri


Holomovement - Dimora Artica. Stefano Perrone
Stefano Perrone


Holomovement - Dimora Artica. Stefano Perrone
Stefano Perrone


Holomovement - Dimora Artica. Stefano Perrone
Stefano Perrone


Holomovement - Dimora Artica. Valentina Furian
Valentina Furian


Holomovement - Dimora Artica. Valentina Furian
Valentina Furian


Holomovement - Dimora Artica. Tania Fiaccadori
Tania Fiaccadori


Holomovement - Dimora Artica. Tania Fiaccadori
Tania Fiaccadori


Holomovement - Dimora Artica. Tania Fiaccadori
Tania Fiaccadori


Holomovement - Dimora Artica. Tania Fiaccadori
Tania Fiaccadori


Holomovement - Dimora Artica. Tania Fiaccadori
Tania Fiaccadori


Holomovement - Dimora Artica. Kamilia Kard
Kamilia Kard


Holomovement - Dimora Artica. Kamilia Kard
Kamilia Kard


Holomovement - Dimora Artica. Kamilia Kard
Kamilia Kard


Holomovement - Dimora Artica. Kamilia Kard
Kamilia Kard


Holomovement - Dimora Artica. Andrea Samory
Andrea Samory


Holomovement - Dimora Artica. Andrea Samory
Andrea Samory


Holomovement - Dimora Artica. Andrea Samory
Andrea Samory


Holomovement - Dimora Artica. Andrea Samory


Andrea Samory


Holomovement - Dimora Artica. Andrea Samory
Andrea Samory


HOLOMOVEMENT

13 Gennaio / 17 Febbraio 2019

Dimora Artica – Via Dolomiti 11 Milano


Dimora Artica presenta Holomovement, mostra collettiva che unisce le opere di sette artisti emergenti con la volontà di individuare un sentire comune scaturito dalle nuove interpretazioni della realtà in ambito scientifico e filosofico. Il titolo fa riferimento al neologismo creato dal fisico David Bohm per definire la struttura dell’universo come un ologramma dinamico. Il progetto mette in relazione opere realizzate con diversi mezzi, dalla pittura e la scultura al video e all’installazione.

Tra le diverse teorie del tutto sviluppate dai fisici, quella che vede l'universo come un ologramma è tra le più affascinanti e ricche di implicazioni in tutti gli ambiti della realtà, dalla fisica alla vita, dalla coscienza alla cosmologia. Nel saggio del 1980 Wholeness and the Implicate Order, il fisico statunitense David Bohm parla di un ordine implicito sottostante alla realtà che percepiamo, funzionante come un ologramma in cui la struttura generale è identificabile in ogni sua singola parte. L'universo è descritto da Bohm con il termine olomovimento, neologismo che unisce il principio di totalità indivisa (tutto è uno) dell’ologramma  con l'idea che tutto è movimento in divenire. Nell'ologramma di Bohm ogni particella non è separata ma fa parte di un'interezza dinamica che la connette con il tutto, in uno stato di processo costante simile alle turbolenze di una corrente.
In una
visione olografica dell'universo, anche l'azione umana diviene parte di più ampi processi di trasformazione della realtà, non separati dal contesto naturale, inserendosi nel flusso cosmico come forza geofisica che agisce su vasta scala.
Il cambiamento climatico derivante dall’attività antropica, negli ultimi anni ha portato maggiore consapevolezza dell’unità sostanziale dell’uomo con l’ambiente, parti del medesimo intreccio, in cui ogni movimento produce trasformazioni anche a notevole distanza.
L'ordine nascosto di cui parla Bohm, la trama sottostante alle manifestazioni che leggiamo come separate e accidentali,
coinvolge l’universo come l’individualità umana, nell’intima correlazione del particolare con il tutto che corrisponde al funzionamento dell’ologramma, in cui le informazioni dell’immagine complessiva sono contenute in ogni porzione della stessa.
Natura e cultura, ambiti tradizionalmente divisi, in realtà sono unite in una processualità interconnessa che coinvolge tutti gli elementi della realtà nello stesso fluire di onde, vortici e increspature che si agitano nell’ologramma cosmico.

La nuova sensibilità che si fa strada nel mondo contemporaneo, connotata da una maggiore consapevolezza della stretta correlazione tra ambiti che sembravano distanti, nel pensiero filosofico del realismo speculativo si traduce con l’ontologia orientata agli oggetti e la critica all’antropocentrismo, in una visione orizzontale per cui tutte le cose, sia fisiche sia immaginarie, sono ugualmente oggetti fondanti della realtà.
Nell’attuale produzione artistica, la ridefinizione dell’idea di realtà si traduce in una grande libertà compositiva, volta a unire riferimenti a prima vista eterogenei, come la tradizione figurativa della storia dell’arte e l’immaginario digitale, oppure le narrazioni mitiche e il capitalismo globalizzato. L’uomo, gli animali, le piante e i minerali s’ibridano in uno spazio tempo frastagliato, in cui culti e simbologie ancestrali ritornano ciclicamente come forme di un immaginario psichico condiviso da tutti gli organismi, che elabora gli stessi bisogni vitali uniti all’istinto di sopravvivenza. La visione del mondo si fa complessa e frammentata come i livelli sovrapposti di un’immagine digitale composta con Photoshop e, nello stesso tempo, unitaria ed omogenea nell’organizzare diverse informazioni, materiali e narrazioni in composizioni unitarie. L’opera d’arte diviene epifania dell’ologramma che unifica l’universo in un intreccio interconnesso e nel contempo racconta l’interpretazione individuale del presente nella sua specificità particolare.

Nelle proprie opere Mattia Barbieri sviluppa una pittura dalla grande densità iconografica e semantica, in cui elementi tratti dalla storia dell’arte e dall’immaginario collettivo contemporaneo vengono rimodulati e proiettati su un unico piano, insieme ideale e concreto.
Per Holomovement Mattia Barbieri presenta opere della nuova serie ispirata a Giano Bifronte, figura mitologica dai due profili che guardano al passato e al futuro e che unendosi formano una figura frontale, simbolo del presente. Come tavole medioevali, i dipinti si pongono come meccanismi iconografici che grazie alla disposizione degli elementi nella composizione attivano un ordine cosmico autonomo.

Interessati a generare legami tra diversi ambiti di ricerca, bn+ BRINANOVARA  (Giorgio Brina e Simone Novara) allo studio dei processi di transito e traduzione delle immagini uniscono la ricombinazione di diversi materiali, con il fine di realizzare opere che stimolano l’osservazione della realtà da una nuova prospettiva. In mostra un’opera della serie Unpredictable Ecosystem, realizzata con la stratificazione e successiva asportazione di diversi colori, in cui la riconoscibilità di figure tratte dalla storia dell’arte è affidata a porzioni di immagine residua.

Nella ricerca di Tania Fiaccadori il concetto di immagini persistenti è indagato attraverso l’ibridazione di simboli occidentali e orientali, passando dal fashion design all’underground e alle sue sottoculture. Per Homomovement Tania Fiaccadori presenta una piccola video-installazione che comprende uno smartphone ed uno schermo amplificatore, posizionati in una simbolica spiaggia di cristalli. Nel video l’ambiente sottomarino, abitato da forme tra l’organico e l’alieno, si mostra come un luogo dai connotati magici. Visto attraverso la lente che lo rende simile ad un ologramma, il mollusco marino comunemente chiamato sea angel diviene divinità mitica che sembra danzare per comunicare un suo messaggio criptico.

La ricerca di Valentina Furian si concentra sulla relazione tra realtà e finzione, mettendo in scena un immaginario che a partire dal quotidiano confluisce in una dimensione fantastica.
Per Holomovement Valentina Furian presenta Drago, video che segna un incontro tra due esseri mai esistiti contemporaneamente. L’incontro è svelato da un gesto d’amore che dimostra l’impossibile legame tra i due, una forma inattuabile di addomesticamento. Un velo plastico copre il corpo inerte di un dinosauro. Il gesto rimane sospeso trasformandosi nella sua ciclicità.

Il lavoro di Kamilia Kard si concentra sulla costruzione dell'identità nell’era di internet.
Per Holomovement Kamilia Kard presenta due nuove sculture della serie Woman as a Temple, progetto che comprende stampe 3D, esperienze di realtà virtuale e prodotti editoriali.
Il passato paleolitico incontra un futuro immaginario in cui l’antica rappresentazione sacra del corpo femminile viene riproposta come reperto digitale archiviato online. La stampa a livelli sovrapposti lascia tracce simili ai cerchi di crescita dei tronchi d'albero o alle stratificazioni della crosta terrestre.

Nei dipinti di Stefano Perrone, l’instabilità e l’energia salvifica dell’uomo contemporaneo sono descritte mediante figure e oggetti disgregati, poi ricondotti ad un ordine dinamico attraverso vettori che ne definiscono le linee di forza.
Per Holomovement Stefano Perrone presenta opere recenti, in cui è centrale il tema dell’identità. L’opera più grande allude all’autenticazione a due fattori, metodo di riconoscimento richiesto dagli smartphone di ultima generazione. In un paesaggio desertico fluttuano l’elemento calligrafico della firma e il perimetro di una maschera privata del proprio interno fino a somigliare ad una sorta di finestra sul vuoto.

Nelle proprie opere Andrea Samory mette in discussione il confine tra virtuale e reale delineando paesaggi ibridi in cui supera la tradizionale differenziazione tra sintetico e naturale.
Nelle sculture e render digitali in mostra, Andrea Samory si concentra sul corpo umano in relazione allo stereotipico concetto di natura e su come immagini familiari, portatrici di identità e significato, possano diventare terrificanti e sconcertanti se alienate dal proprio idealizzato contesto.


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Holomovement
Mattia Barbieri, bn+ BRINANOVARA, Tania Fiaccadori, Valentina Furian, Kamilia Kard, Stefano Perrone, Andrea Samory.

Curated by Dimora Artica


13 January / 17 February  2019
Opening 13 January at 6:30pm

Dimora Artica – Via Dolomiti 11 Milano
Saturday, Sunday, Monday, 4.00 pm - 8.00 pm, other days by appointment





Dimora Artica presents Holomovement, a collective exhibition with works from seven emerging artists. The show focuses on the desire to identify a common feeling arising from new interpretations of reality in the scientific and philosophical fields. The title refers to the neologism created by the physicist David Bohm, intended to speculate the structure of the universe as a dynamic hologram. The project connects works made with different techniques, from painting and sculpture to video and installation.





Among the various Theories of Everything developed by physicists, the idea of the universe as a hologram is one of the most fascinating ones in all areas of reality, being full of implications from physics to life, from consciousness to cosmology. In the 1980 essay Wholeness and the Implicate Order, the American physicist David Bohm talks about an implicit order underlying the reality that we perceive, functioning as a hologram in which the general structure is identifiable in every single part. The universe is described by Bohm with the term holomovement, a neologism that combines the principle of undivided totality (everything is one) of the hologram with the idea that everything is in constant movement. In Bohm's hologram each particle is not separate but it is part of a dynamic wholeness that connects it with everything else, in a constant process state similar to the turbulence of a current.

In a holographic vision of the universe, human action also becomes part of larger processes of transformation of reality, not separated from the natural context, entering the cosmic flow as a geophysical force that acts on a large scale.
In recent years, the relation between climate change and anthropic activities has brought greater awareness of the substantial unity between man and environment, connected parts of a unique shared system, in which every action has implications even at a considerable distance.
The hidden order defined by Bohm and the scheme underlying the manifestations that we read as separate and accidental are connected both to the universe and to human individuality, in the intimate correlation between the particular and the wholeness related to the functioning of this theoretical hologram. In this scenario, the information of the main image is contained in each portion of it.
Nature and culture, traditionally divided areas, are actually bound in an interconnected process that involves all the elements of reality in shared flows, vortices and ripples that are constantly moving in the cosmic hologram.

The new sensitivity that is making its way into the contemporary world, characterized by a greater awareness of the close correlation between areas that seemed distant from the philosophical thought of speculative realism, is translating into object-oriented ontology theory and criticism to anthropocentrism, in a horizontal vision whereby all things, both physical and imaginary, are equally founding objects of reality.

In current artistic production, the redefinition of the idea of reality leads into a great sense of compositional freedom, combining apparently heterogeneous references such as the figurative tradition and the digital imaginary, or the mythical sphere merged with globalized capitalism. Man, animals, plants and minerals hybridize in a jagged space, where ancestral cults and symbols are cyclically showing as forms of a psychic imagery shared by all organisms, combining vital needs and survival instinct. A vision of the world becomes complex and fragmented like the overlapping layers of a digital image processed with Photoshop. At the same time, it can become unitary and homogeneous in organizing different informations, materials and narratives in single compositions. Art becomes an epiphany of the hologram that unifies the universe in an interconnected net, showing at the same time the individual interpretation of the present and its particular specificity.

In his works Mattia Barbieri develops a painting with great iconographic and semantic density, in which elements drawn from the history of art and the contemporary collective imagination are remodeled and projected on a single plane, both ideal and concrete.
For Holomovement exhibition, Mattia Barbieri presents works from the new series inspired by Giano Bifronte, a mythological figure with two profiles looking to the past and the future creating a frontal figure, a symbol of the present. Like medieval tables, the paintings stand as iconographic mechanisms which, thanks to the arrangement of the elements in the composition, activate an autonomous cosmic order.

With a strong interest in linking different research areas, bn+ BRINANOVARA (Giorgio Brina and Simone Novara) mix different materials with the study of the transition and translation processes of images. The duo works with materials, with the aim of creating elements that stimulate the observation of reality by a new perspective. For the exhibition they present a work from the Unpredictable Ecosystem series, made by layering and removing layers of different colors, where the recognizability of figures drawn from the history of art is linked  to portions of the residual image.

In Tania Fiaccadori's research, the concept of persistent images is investigated through the hybridization of western and oriental symbols, passing from fashion design to underground and its subcultures. For Holomovement Tania Fiaccadori presents a small video installation involving a smartphone and an amplifier screen, placed in a symbolic crystal beach. In the video, an underwater environment characterized by a magical atmosphere is inhabited by organic elements that could come from other worlds. Seen through a lens that makes it similar to a hologram, a sea  mollusk commonly called Sea angel becomes a mythical divinity that seems to dance in order to communicate its cryptic message.

Valentina Furian's research focuses on the relationship between reality and fiction, staging an imaginary that starts from everyday life and flows into a fantastic dimension.
For Holomovement Valentina Furian presents Drago, a video that marks a meeting between two beings that never existed simultaneously. The meeting is revealed by a love gesture that demonstrates the impossible bond between the two elements as an unworkable form of domestication. A plastic veil covers the inert body of a dinosaur. The gesture remains suspended by its transformation into a cyclic movement.

Kamilia Kard's work focuses on building identity in the internet age.
For Holomovement Kamilia Kard presents two new sculptures from the Woman as a Temple series, a project that includes 3D printing, virtual reality experiences and editorial products.
The Paleolithic past meets an imaginary future in which the ancient sacred representation of the female body is re-proposed as a digital find stored online. Overlapped layers from the 3D prints leaves on the surface traces similar to the growth circles of tree trunks or the stratifications of the Earth's crust.

In Stefano Perrone's paintings, the instability and the saving energy of contemporary men are described through disaggregated figures and objects, dynamically brought back to an order through vectors defining the lines of force of the subject.
For Holomovement Stefano Perrone presents recent works, in which the theme of identity is central. The largest work alludes to two-factor authentication, the recognition method required by the latest generation smartphones. In a desert landscape, the calligraphic element of the signature and the perimeter of a mask without its interior are floating to resemble a sort of window on a void.

In his works Andrea Samory questions the boundary between virtuality and reality, outlining hybrid landscapes in which he tries to overcome the traditional difference between synthetic and natural.
In works on display, Andrea Samory focuses on the human body in relation to the stereotypical concept of nature and on how familiar images, full of identity and meaning, can become terrifying and disconcerting if released from their idealized context.