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HOLOMOVEMENT

Mattia Barbieri, bn+ BRINANOVARA, Tania Fiaccadori, Valentina Furian, Kamilia Kard, Stefano Perrone, Andrea Samory.

A cura di Dimora Artica

Inaugurazione lunedì 13 gennaio

13 Gennaio / 17 Febbraio 2019

Dimora Artica – Via Dolomiti 11 Milano


Dimora Artica presenta Holomovement, mostra collettiva che unisce le opere di sette artisti emergenti con la volontà di individuare un sentire comune scaturito dalle nuove interpretazioni della realtà in ambito scientifico e filosofico. Il titolo fa riferimento al neologismo creato dal fisico David Bohm per definire la struttura dell’universo come un ologramma dinamico. Il progetto mette in relazione opere realizzate con diversi mezzi, dalla pittura e la scultura al video e all’installazione.

Tra le diverse teorie del tutto sviluppate dai fisici, quella che vede l'universo come un ologramma è tra le più affascinanti e ricche di implicazioni in tutti gli ambiti della realtà, dalla fisica alla vita, dalla coscienza alla cosmologia. Nel saggio del 1980 Wholeness and the Implicate Order, il fisico statunitense David Bohm parla di un ordine implicito sottostante alla realtà che percepiamo, funzionante come un ologramma in cui la struttura generale è identificabile in ogni sua singola parte. L'universo è descritto da Bohm con il termine olomovimento, neologismo che unisce il principio di totalità indivisa (tutto è uno) dell’ologramma  con l'idea che tutto è movimento in divenire. Nell'ologramma di Bohm ogni particella non è separata ma fa parte di un'interezza dinamica che la connette con il tutto, in uno stato di processo costante simile alle turbolenze di una corrente.
In una
visione olografica dell'universo, anche l'azione umana diviene parte di più ampi processi di trasformazione della realtà, non separati dal contesto naturale, inserendosi nel flusso cosmico come forza geofisica che agisce su vasta scala.
Il cambiamento climatico derivante dall’attività antropica, negli ultimi anni ha portato maggiore consapevolezza dell’unità sostanziale dell’uomo con l’ambiente, parti del medesimo intreccio, in cui ogni movimento produce trasformazioni anche a notevole distanza.
L'ordine nascosto di cui parla Bohm, la trama sottostante alle manifestazioni che leggiamo come separate e accidentali,
coinvolge l’universo come l’individualità umana, nell’intima correlazione del particolare con il tutto che corrisponde al funzionamento dell’ologramma, in cui le informazioni dell’immagine complessiva sono contenute in ogni porzione della stessa.
Natura e cultura, ambiti tradizionalmente divisi, in realtà sono unite in una processualità interconnessa che coinvolge tutti gli elementi della realtà nello stesso fluire di onde, vortici e increspature che si agitano nell’ologramma cosmico.

La nuova sensibilità che si fa strada nel mondo contemporaneo, connotata da una maggiore consapevolezza della stretta correlazione tra ambiti che sembravano distanti, nel pensiero filosofico del realismo speculativo si traduce con l’ontologia orientata agli oggetti e la critica all’antropocentrismo, in una visione orizzontale per cui tutte le cose, sia fisiche sia immaginarie, sono ugualmente oggetti fondanti della realtà.
Nell’attuale produzione artistica, la ridefinizione dell’idea di realtà si traduce in una grande libertà compositiva, volta a unire riferimenti a prima vista eterogenei, come la tradizione figurativa della storia dell’arte e l’immaginario digitale, oppure le narrazioni mitiche e il capitalismo globalizzato. L’uomo, gli animali, le piante e i minerali s’ibridano in uno spazio tempo frastagliato, in cui culti e simbologie ancestrali ritornano ciclicamente come forme di un immaginario psichico condiviso da tutti gli organismi, che elabora gli stessi bisogni vitali uniti all’istinto di sopravvivenza. La visione del mondo si fa complessa e frammentata come i livelli sovrapposti di un’immagine digitale composta con Photoshop e, nello stesso tempo, unitaria ed omogenea nell’organizzare diverse informazioni, materiali e narrazioni in composizioni unitarie. L’opera d’arte diviene epifania dell’ologramma che unifica l’universo in un intreccio interconnesso e nel contempo racconta l’interpretazione individuale del presente nella sua specificità particolare.

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Holomovement
Mattia Barbieri, bn+ BRINANOVARA, Tania Fiaccadori, Valentina Furian, Kamilia Kard, Stefano Perrone, Andrea Samory.

Curated by Dimora Artica


13 January / 17 February  2019
Opening 13 January at 6:30pm

Dimora Artica – Via Dolomiti 11 Milano
Saturday, Sunday, Monday, 4.00 pm - 8.00 pm, other days by appointment





Dimora Artica presents Holomovement, a collective exhibition with works from seven emerging artists. The show focuses on the desire to identify a common feeling arising from new interpretations of reality in the scientific and philosophical fields. The title refers to the neologism created by the physicist David Bohm, intended to speculate the structure of the universe as a dynamic hologram. The project connects works made with different techniques, from painting and sculpture to video and installation.





Among the various Theories of Everything developed by physicists, the idea of the universe as a hologram is one of the most fascinating ones in all areas of reality, being full of implications from physics to life, from consciousness to cosmology. In the 1980 essay Wholeness and the Implicate Order, the American physicist David Bohm talks about an implicit order underlying the reality that we perceive, functioning as a hologram in which the general structure is identifiable in every single part. The universe is described by Bohm with the term holomovement, a neologism that combines the principle of undivided totality (everything is one) of the hologram with the idea that everything is in constant movement. In Bohm's hologram each particle is not separate but it is part of a dynamic wholeness that connects it with everything else, in a constant process state similar to the turbulence of a current.

In a holographic vision of the universe, human action also becomes part of larger processes of transformation of reality, not separated from the natural context, entering the cosmic flow as a geophysical force that acts on a large scale.
In recent years, the relation between climate change and anthropic activities has brought greater awareness of the substantial unity between man and environment, connected parts of a unique shared system, in which every action has implications even at a considerable distance.
The hidden order defined by Bohm and the scheme underlying the manifestations that we read as separate and accidental are connected both to the universe and to human individuality, in the intimate correlation between the particular and the wholeness related to the functioning of this theoretical hologram. In this scenario, the information of the main image is contained in each portion of it.
Nature and culture, traditionally divided areas, are actually bound in an interconnected process that involves all the elements of reality in shared flows, vortices and ripples that are constantly moving in the cosmic hologram.

The new sensitivity that is making its way into the contemporary world, characterized by a greater awareness of the close correlation between areas that seemed distant from the philosophical thought of speculative realism, is translating into object-oriented ontology theory and criticism to anthropocentrism, in a horizontal vision whereby all things, both physical and imaginary, are equally founding objects of reality.

In current artistic production, the redefinition of the idea of reality leads into a great sense of compositional freedom, combining apparently heterogeneous references such as the figurative tradition and the digital imaginary, or the mythical sphere merged with globalized capitalism. Man, animals, plants and minerals hybridize in a jagged space, where ancestral cults and symbols are cyclically showing as forms of a psychic imagery shared by all organisms, combining vital needs and survival instinct. A vision of the world becomes complex and fragmented like the overlapping layers of a digital image processed with Photoshop. At the same time, it can become unitary and homogeneous in organizing different informations, materials and narratives in single compositions. Art becomes an epiphany of the hologram that unifies the universe in an interconnected net, showing at the same time the individual interpretation of the present and its particular specificity.

Holomovement locandina