FIORELLA FONTANA – LA PIETRA ANGOLARE

20/01/2015 – 07/02/2015

Dimora Artica presenta la mostra personale di Fiorella Fontana. Pensato appositamente per lo spazio espositivo di Dimora Artica, il progetto è incentrato sul simbolismo della pietra angolare, sviluppato con un’installazione che coinvolge l’intero spazio espositivo.

La pietra angolare: All’interno dell’ampia trattazione sull’iconografia tradizionale raccolta nel testo Simboli della Scienza Sacra, René Guénon descrive le simbologie costruttive presenti in diverse epoche e culture, universalizzando l’immagine della pietra angolare in un percorso che porta alla tradizione indù e buddista partendo dalla cristianità medioevale, l’alchimia e la costruzione del Tempio di Salomone. Nella lettura guénoniana, il pilastro centrale del cosmo e la pietra filosofale degli alchimisti vanno a formare un complesso simbolico unico, il luminoso axis mundi che Platone definisce asse di diamante e che nell’oriente vedico si incontra come raggio solare della divinità della luce Agni.
Il simbolismo della pietra angolare esprime appieno la natura insieme immanente e trascendente che può assumere l’agire umano, se convogliato nella costruzione di una città dello spirito che è insieme società civile e tempio. A differenza della pietra fondamentale, punto terreno sul quale poggia la struttura dell’edificio, la pietra angolare è un elemento evanescente, pura luce che rende visibile il mondo materiale e nello stesso tempo si sottrae da ogni definizione concreta, mostrandosi alla coscienza solo al compimento della costruzione. La pietra angolare è la chiave di volta dell’edificio cosmico: idea unitaria che contiene la molteplicità del mondo fenomenico, punto magnetico che trascende l’immanenza nella completezza dello spirito, essenza luminosa che è insieme fonte e finalità dell’esistenza.

La ricchezza concettuale della pietra angolare, vista come asse che riassume cielo e terra nell’unità della luce, viene sviluppata da Fiorella Fontana in una mostra che, partendo da una fonte luminosa centrale, si espande progressivamente nello spazio. Una piccola struttura dalla forma stellare, composta dalla sovrapposizione di forme rettangolari create con elementi modulari, è circondata da elementi che percorrono e suddividono lo spazio inglobando l’intera sala espositiva, modificandone la percezione e creando percorsi. Modulando la luminosità dell’ambiente, l’alternanza delle linee va a formare il ritmo tipico delle costruzioni architettoniche più semplici, nelle quali gli elementi strutturali sono enfatizzati nella loro austerità, oltre ad alludere alle quinte sceniche che definiscono lo spazio della rappresentazione teatrale. I pieni e i vuoti si rincorrono come nel respiro di un organismo che si mostra come ordine e armonia dopo la rettificazione dalle superfetazioni esteriori, ricondotte alla più asciutta schematicità. La geometria e la natura organica vengono accomunate dall’artista nella stessa ricerca dell’equilibrio essenziale, in cui il senso della misura proprio dell’intelletto apolinneo si somma alla vitalità dionisiaca. Il senso panico dell’esistenza incontra le algide forme di un’iperborea età dell’oro, rivelando la schematicità della storia delle passioni umane che incessantemente ruotano intorno all’asse cosmico della pietra angolare.