Marta Sesana – Bassa marea

25/10/2021 – 21/11/2021

IT

Cosa significa dare forma a una visione? Bassa marea, esposizione personale di Marta Sesana (Merate, 1981), è un inno alla libertà creativa e alla potenza comunicativa del colore, materia prima tramite cui l’artista plasma mondi al confine fra dimensione immaginifica e realtà fenomenica. Lavorando sulla figurazione in modo inedito, fra resa oggettiva e creatività visionaria, le opere di Sesana hanno il potenziale di tratteggiare storie di un mondo alternativo. La narrazione costruita intorno all’universo oceanico si fa pretesto per auspicare una diversa disposizione verso l’ecosistema che abitiamo e che ci abita. 
Prendendo corpo in una serie di partiture visive, come brani di un racconto, le opere in mostra invitano a soffermarsi e scrutare. Aprendosi come scorci su un ambiente altro, racchiudono i dettagli di un paesaggio marino immaginario, popolato da sirene, subacquei, pinguini e da una vasta gamma di pesci variopinti. Nella loro frammentarietà costitutiva, queste prospettive parziali richiamano le fasi del processo percettivo stesso, sollecitato da un’interazione di soggetti, oggetti e dimensioni sensoriali e spazio-temporali molteplici. Risultanti di una stimolazione ottica aleatoria o di una riattivazione mnemonica soggettiva, le visioni di Sesana, desiderose di essere tradotte in materia pittorica, fanno appello alla necessità di essere liberate. L’immagine iniziale, indispensabile a ispirare la successiva progettualità dell’artista, è così sempre trasfigurata in un diverso grado di realtà. Il lavoro di Sesana è generativo di micro e macro cosmi in un ininterrotto dialogo con il colore: protagonista di scenari abitati da differenti creature – insieme umane e non umane – ne qualifica l’intensità atmosferica, e, caricandosi di tonalità fredde e di cromie squillanti, a tratti stridenti, sottolinea la presenza di un contenuto dichiaratamente estraneo a un’ordinaria esperienza delle cose. Convenzioni di senso e abitudini percettive sono tradite in favore di una libera sperimentazione creativa. In un gioco di calibrati chiaroscuri e in un attento studio della profondità prospettica, Sesana plasma figure dalla forte valenza plastica, conferendovi una tridimensionalità di carattere quasi scultoreo grazie alla densità del colore, che si fa pasta modellabile. Soggetti spiccatamente connotati e a tratti antropomorfi, assemblaggi di elementi umani, animali e fantastici, danno origine alla personale mitologia dell’artista, stagliandosi sullo sfondo della scena come i personaggi di una storia pronta a essere narrata.
I dipinti in mostra ripropongono l’esperienza di osservazione ravvicinata, vissuta in prima persona da Sesana, nella visita ad acquari e giardini zoologici. Nati da un desiderio di infinito e da una necessità di spaziare, i lavori rielaborano il sogno di un più diretto contatto con l’ambiente acquatico, vagheggiando sulla possibilità di esplorazione sottomarina. Il fenomeno della bassa marea crea le circostanze favorevoli affinché l’incontro si verifichi, consentendo di interagire con le popolazioni abissali in condizioni inconsuete di visibilità. Laddove qualcosa emerge, rendendosi manifesto alla visione, diviene plausibile anche un atteggiamento di interesse e premura: Bassa marea riporta a galla entità di cui si era sbiadito il ricordo, facendole riaffiorare, presenze vivide, alla coscienza. L’acqua, origine di tutte le forme biotiche conosciute, rigenera il legame con l’infinito e l’infinitesimale, rinnovando la consapevolezza umana di appartenere a un’ecologia più grande e complessa di parentele. L’oceano diventa lo spazio, al tempo stesso familiare e recondito, in cui innestare la speculazione fantastica di un altrove e di un altrimenti possibili.
Ricalcando la ciclicità del flusso e riflusso oceanico, che è lo stesso eterno ritorno dello spirito vivente che anima il mondo, la marea culla l’esistenza cosmica in un continuo gioco di equilibri e asimmetrie, di acquisizioni e perdite, di tentativi e disfatte. Nelle dinamiche di questa stessa sfida confluisce altresì il processo artistico: situandosi al confine fra intenzionalità e aleatorietà, alla ricerca di un’armonia cromatica e compositiva, insegue un equilibrio che, per quanto fugace e precario, possa fissare visioni fulminee capaci di aprire a ipotesi ulteriori.


Painting is a way not just of seeing but also of making our world […] is a way of understanding the world.
Tony Godfrey, “Painting today”, Phaidon, 2009 (p.7)

Deborah Maggiolo


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What does it mean to give shape to a vision? Bassa marea, personal exhibition by Marta Sesana (Merate, 1981), is an hymn to creative freedom and to the evocative power of colour, raw material thanks to which the artist gives shape to worlds between imaginative dimension and phenomenal reality.
By experimenting in an unprecedented way on the figurative style, between objective restitution and creative vision, Sesana’s works bear the potential to outline stories of an alternative world. The narration built around the oceanic universe becomes a chance to foster a different disposition towards the ecosystem that we inhabit and which, in turn, inhabits us.
Taking shape in a series of visual scores, like pieces from a story, the works on display invite to pause and scrutinize. Opening up like glimpses of another environment, they enclose the details of an imaginary seascape, populated by mermaids, divers, penguins and a wide range of colourful fishes. In their constitutive fragmentation, these partial perspectives recall the phases of the perceptive process itself, stimulated by an interaction of multiple subjects, objects and sensory and spato-temporal dimensions. Resulting from a random optical stimulation or a subjective mnemonic reactivation, Sesana’s visions, eager to be translated into pictorial matter, appeal to the need to be liberated. The initial image, indispensable to inspire the artist’s subsequent processuality, is thus always transfigured into a different degree of reality.
Sesana’s work is generative of micro and macro cosmos in a continuous dialogue with colour: protagonist of scenarios inhabited by different creatures – both human and non-human – it qualifies its atmospheric intensity, and, loading with cold shades and bright, sometimes strident, colours, it underlines the presence of a content which is openly extraneous to an ordinary experience of things. In a game of calibrated chiaroscuro and in a careful study of perspective depth, Sesana shapes figures with a strong plastic value, giving them a three-dimensionality of almost sculptural connotation thanks to the density of the color, which becomes mouldable paste. Distinctly connoted and at times anthropomorphic subjects, assemblages of human, animal and fantastic elements, give rise to the artist’s personal mythology, standing out against the background of the scene like the characters of a story ready to be told.
The paintings on display reproduce the experience of close observation, lived in first person by Sesana, in her visits to aquariums and zoological gardens. Born from a desire for infinity and a need for space, the paintings rework the dream of a more direct contact with the aquatic environment, longing for the possibility of underwater exploration. The phenomenon of low tide creates the favourable circumstances for the meeting to occur, allowing interaction with abyssal populations in unusual conditions of visibility. Where something emerges, making itself manifest to the vision, an attitude of interest and care can also become plausible: Bassa marea brings to the surface entities whose memory had faded, making them re-emerge, vivid presences, to consciousness. Water, the origin of all known biotic forms, regenerates the connection with the infinite and the infinitesimal, renewing the human awareness of belonging to a larger and more complex ecology of kinship. The ocean becomes the space, at the same time familiar and obscure, in which to anchor the fantastic speculation of a possible elsewhere and otherwise.
Following the cyclical nature of the oceanic ebb and flow, which is the same eternal return of the living spirit that animates the world, the tide cradles cosmic existence in a continuous game of balances and asymmetries, of acquisitions and losses, of attempts and defeats. In the dynamics of this same challenge also flows the artistic process: located on the border between intentionality and randomness, in search of a chromatic and compositional harmony, it pursues a balance that, however fleeting and precarious, can fix lightning visions capable of opening up to further hypotheses.


Painting is a way not just of seeing but also of making our world […] is a way of understanding the world.
Tony Godfrey, “Painting Today”, Phaidon, 2009 (p.7)

Deborah Maggiolo