NICOLA GOBBETTO – FILLER

24/02/2020 – 10/06/2020

Nicola Gobbetto about Filler

IT

Dimora Artica presenta Filler, mostra personale di Nicola Gobbetto.
Curato da Dimora Artica, il progetto è corredato da un testo di Carlo Prada.

La mostra unisce elaborazioni digitali, sculture e assemblaggi che trasformano lo spazio espositivo in un ambiente a metà tra una palestra e un paesaggio stilizzato, in cui le opere assumono un valore metaforico, raccontando le attuali trasformazioni nelle relazioni tra le persone.

L’allestimento è ispirato alla composizione di una delle più misteriose opere del cinquecento: La Tempesta di Giorgione. Del celebre dipinto del Giorgione viene ripresa la ripartizione dello spazio, diviso al centro da un fulmine e un fiume. Le due enigmatiche figure che compaiono nel dipinto sono trasformate da Gobbetto in due strutture ergonomiche che ricordano la forma degli attrezzi ginnici, le quali ricalcano la sagoma stilizzata di genitali maschili e femminili. Un fiume realizzato con materiale sintetico percorre il centro dello spazio contenendo al proprio interno simboli tratti dalle app di incontri, strumenti di autogratificazione che difficilmente portano a concrete unioni affettive.
La mancanza di comunicazione tra i personaggi e l’ambientazione umida del dipinto di Giorgione vengono rielaborati da Gobbetto per divenire metafora della solitudine nell’era digitale, in cui i rapporti si fanno virtuali e l’ossessione per la propria immagine sostituisce la fisicità dei rapporti.
Una veneziana chiusa esprime l’assenza di comunicazione reale e il richiudersi in sé stessi ed un neon ricalca la forma del fulmine, segno di inquietudine prima della tempesta.
Sulle pareti stampe di elaborazioni digitali, in cui ad immagini di antiche sculture che ritraggono Afrodite e Apollo sono sovrapposti dei cerotti a rimarcare le fratture del marmo, alludendo al desiderio di ricostruire l’irraggiungibile bellezza idealizzata della classicità.
Il botox e il filler, due metodi di ringiovanimento sempre più diffusi, sono invece i protagonisti di due sculture totem in cui i due nomi sono rielaborati graficamente divenendo solidi geometrici sovrapposti.

ENG

Dimora Artica is glad to present Filler, solo show by Nicola Gobbetto. Curated by Dimora Artica, the project will feature a text by Carlo Prada.

The exhibition combines digital works, sculptures and assemblages to transform the exhibition space into a place halfway between a gym and a stylized landscape. The works will assume a metaphorical value, telling the current transformations in relationships between people.

The project is inspired by one of the most mysterious works of the sixteenth century: La tempesta di Giorgione. The exhibition space is set on this famous painting, divided in the center by a lightning bolt and a river. The two enigmatic figures that appear in the masterpiece by Giorgione are transformed by Gobbetto into two ergonomic structures that recall the shape of gym equipment, following the stylized outline of male and female genitalia. A river made of a synthetic material runs through the center of the floor, containing symbols drawn from the dating apps, self-gratification tools that hardly lead to concrete emotional unions.

The lack of communication between the characters and the humid setting of Giorgione’s painting are proposed by Gobbetto to become a metaphor for solitude in the digital age, in which relationships become virtual and the obsession with self-images replace the physicality of relationships.

A closed window expresses the absence of real communication between people causing a sense of self-closure, while a neon follows the shape of a lightning, a sign of uneasiness before the storm.

Digital prints are presented on the walls, in which images of ancient sculptures depicting Aphrodite and Apollo are covered with patches to emphasize marble’s fractures, suggesting a desire to reconstruct the unattainable and idealized beauty of classicism.

Two increasingly popular rejuvenation methods such as Botox and Filler are the subjects of two totem sculptures in which the two names are graphically manipulated, generating shapes made of overlapped geometric solids.


IT

Da una sponda all’altra. 

Dialoghiamo così. 

Separati da un filtro schermo così sottile, impenetrabile e illusorio.

In quel fiume digitale scorrono le parole, si erodono, diventano simboli ambigui. 

La chimica si fa meccanica, le emozioni supposizioni, formuliamo domande ma troviamo da soli le risposte. 

Indossiamo maschere di ieri, emoticon di oggi. 

Cosa di più facile che nascondersi dietro un liquido paravento? 

Ma un lampo all’orizzonte può scatenare un cortocircuito.

Comunicazione interrotta.

Carlo Prada

ENG

From one bank to another.

It’s how we talk.

Separated by such a thin, impenetrable and illusory screen filter.

In that digital river words flow, erode, become ambiguous symbols.

Chemistry becomes mechanical, emotions are assumptions, we ask questions but we find the answers ourselves.

We are wearing yesterday’s masks, today’s emoticons.

What could be easier than hiding ourselves behind a liquid screen?

However, a flash on the horizon can trigger a short circuit.

Communication broken.

Carlo Prada